Roma, lunedì 16 maggio 2011 – Dal 3 al 9 maggio è andato in scena al Teatro Arcimboldi di Milano “Inferno”, uno spettacolo di physical-theatre ideato da Emiliano Pellisari con la collaborazione del Teatro Mancinelli di Orvieto. Un mix di danza, atletica circense e mimica che ripropone in modo innovativo il repertorio di immagini dei più famosi canti dell’inferno di Dante. Musica etno, classica ed ambient fa da base a quest’incredibile viaggio negli inferi, che arriva a sfidare le leggi della fisica. Sei danzatori acrobati si esibiscono dietro uno schermo trasparente, arrivando a creare , con un complicato e invisibile sistema di cavi, funi ed elastici, figure fantastiche e in apparenza impossibili. Un gioco di luci, abilmente progettato da Filip Marocchi, contribuisce alla suggestione caleidoscopica. Le scene, tra cui quella di Paolo e Francesca, di Minosse che giudica i dannati e degli scontri tra angeli e demoni, prendono la forma di sequenze simboliche, accompagnate a tratti da voci fuori campo, quella di Gianni Bonagura e di Laura Amadei, declamanti alcuni versi dell’opera. Coup de théâtre si rivela il finale. Una grande stella pulsante, formata dai corpi dei danzatori sospesi nell’aria, illumina Dante e Virgilio in ascesi. Studioso del teatro, a partire dalla concezione ellenistica fino a quella rinascimentale, Pellisari fa della Divina Commedia una forma d’arte astratta, fatta di atmosfere oniriche.

“Il target è un pubblico giovane e un teatro europeo”, afferma, “Più che studente, userei la categoria dalla persona giovane che è attratta dalle innovazioni, dall’arte contemporanea, dalla tecnologia. E non vogliamo essere un  teatro moderno”. L’artigiano teatrale, come ama definirsi, aveva già lavorato a “Daimon”, “Nogravity” e “Comix”. In tutti e tre è evidente il rapporto uomo-macchina che trasforma lo spazio sensoriale, imponendo nuove tecniche coreografiche. Gli spettacoli prendono vita nel “Emiliano Pellisari Studio”, un atelier dove vengono sviluppate le macchine teatrali, che nascono dallo studio sulle tecniche sceniche antiche e dalla ricerche sulle innovazioni tecnologiche. Progetto attuale di Pellisari è quello di completare la trilogia dantesca. “Inferno” è infatti seguito da “Cantica II”, opera in programmazione al Teatro Arcimboldi dal 10 al 15 maggio. Nella seconda cantica i corpi nudi, che soli nell’inferno creavano l’architettura dello spazio ultraterreno, si arricchiscono di costumi, tessuti e oggetti. È un mondo sofisticato la cui figura simbolo è la sfera e che si sviluppa sulla melodia del flauto magico di Mozart. Alla domanda riguardo il prossimo lavoro sul Paradiso, Pellisari risponde “Dovete chiederlo alla direttrice degli Arcimboldi, Stefania Fumo. Ma diciamo che ci stiamo lavorando. La grandezza di un classico è quella di poter parlare e comunicare sempre a ogni generazione”.

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