Il rapporto mostrato mercoledì dalla Commissione per l’intelligence del Senato rivela le pratiche più dure e crudeli adottate dalla Cia e utilizzate negli interrogatori e avallate dalla Casa Bianca

di Emiliano Sinopoli
redazione@lacittametropolitana.it

Roma, venerdì 24 aprile 2008 – La pubblicazione dei documenti sulle torture della Cia, voluta da Obama, coinvolge anche l’ex segretario di stato Condoleezza Rice. Nuovi documenti emersi dal Congresso testimoniano che fin dall’estate del 2002 diversi esponenti dell’Amministrazione Bush avevano approvato l’uso dei metodi duri di interrogatorio. Oltre al direttore della Cia George Tenet, sembrano essere implicati anche il vice-presidente Dick Cheney, il ministro della Giustizia John Ashcroft e il legale della Casa Bianca Alberto Gonzales. Nell’indagine condotta dalla Commissione Intelligence del Senato, si evidenzia come la Rice, fin dal luglio 2002, avesse dato il suo assenso all’uso delle tecniche di interrogatorio duro nei confronti dei sospetti terroristi. Dalla documentazione emergerebbe, fra le altre cose, che il terrorista Khalid Sheik Mohammed, considerato l’organizzatore della strage dell’11 settembre alle Torri Gemelle, fu sottoposto per ben 183 volte nel giro di un mese alla tortura del waterboarding (l’annegamento simulato).

L’ex-vicepresidente Dick Cheney è sceso in campo contro Obama, ribadendo la legalità delle tecniche di interrogatorio usate e chiedendo la pubblicazione anche dei documenti che mostrerebbero come questi interrogatori hanno consentito di ottenere dai terroristi informazioni che possono avere salvato migliaia di vite americane. A compromettere la Casa Bianca sono soprattutto le iniziative già iniziate al Congresso, da parte di diversi deputati e senatori democratici, per aprire inchieste sulle responsabilità della precedente amministrazione circa la autorizzazione dell’uso delle torture per interrogare i sospetti terroristi. Anche il presidente della Camera Nancy Pelosi, ha accolto favorevolmente l’inchiesta, sottolineando che gli eventuali testimoni non dovrebbero ricevere immunità da possibili incriminazioni. Alcune fonti hanno rivelato che Obama avrebbe discusso a lungo con i consiglieri sul modo migliore per gestire i documenti segreti dei legali del Ministero della Giustizia che autorizzavano di fatto le torture. L’idea era stata quella di nominare una commissione indipendente d’inchiesta, sul modello di quella della strage dell’11 settembre, poi repentinamente scartata. Barack Obama sottolinea comunque, l’importanza di "guardare avanti", cercando così, di porre un controllo e contenere l’intera vicenda, ma lo scandalo a seguito di queste nuove rivelazioni, ormai è perpetrato rovinosamente e sembra essere destinato ad assumere dimensioni sempre maggiori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *