Roma, domenica 27 novembre 2011 – In uno dei luoghi più suggestivi della Capitale la grande Gabriela Corini torna a stupire il pubblico romano con uno dei più bei testi di Rainer Maria Rilke. L’attrice già nello scorso mese di aprile aveva dato alle scene a Torretta Valadier, con notevole riscontro di pubblico, questa palpitante pièce teatrale. La scelta di un testo fortemente emotivo come quello del grande scrittore austriaco Rilke fornisce alla poliedrica artista l’opportunità di sperimentare nuovo linguaggio scenico. Le espressioni del volto, le movenze danzanti, ed il flebile canto trasformano l’angoscioso clima delle Crociate in pura e trascinante poesia. Come d’incanto si materializzano al rapito pubblico il volto e le angosce di un antenato dello scrittore durante le Crociate nell’Ungheria del ‘600. Il mondo interiore dell’alfiere è uno sguardo sull’animo umano in bilico da sempre tra l’amore ed il pianto. La grazia dell’attrice non contrasta con la psicologia del personaggio, i suoi occhi leggiadri colgono i patimenti di un giovane uomo spaventato da una guerra che subisce suo malgrado. Il turbamento è il medesimo, narra della fragilità del cuore smarrito tra solitudini e paure. L’indiscussa espressività dell’attrice, nel connubio tra recitazione, danza e canto, crea un effetto armonico coinvolgente tanto da rendere attuale una triste vicenda del passato e riversarne l’alto grado di passionalità nel presente. Un’opera emozionante in cui la parola diventa ritmo e la gestualità una danza. Drammaticità ed eleganza si fondono in un fervente mix in cui l’animo dell’alfiere prende forma attraverso lo sguardo, le imprecazioni e le parole sussurrate dell’attrice. Su tutto regna il fascino di movenze ispirate ad una grazia dal sapore antico, una bellezza derivante dalla sintonia di arti teatrali e palpitante sentimento, di cui il pubblico diviene piacevolmente partecipe.

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