Ora è a quota meno due dalla zona retrocessione. "Sciopero" dei tifosi: silenzio per protesta nel primo quarto d’ora della partita. Dabo: "Abbiamo bisogno di un ambiente unito"

 

 

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Roma, domenica 24 gennaio 2010 – Si complica la classifica della Lazio che nel turno odierno non va oltre il pareggio 1-1 con il Chievo. La formazione laziale, a soli due punti dalla zona retrocessione, ha perso un’importante occasione per poter allungare sulle formazioni di coda. A questo punto la situazione per i biancocelesti si complica notevolmente: nelle prossime quattro gare la Lazio dovrà disputare tre incontri esterni, Juventus, Parma e Palermo, e dovrà disputare tra le mura amiche una sola gara con il Catania. Il tecnico Ballardini è tornato a schierare la difesa a quattro, Diakite, Stendardo, Siviglia, e Kolarov, ed a centrocampo alle spalle di Mauri ha disposto una diga formata da Firmani, Baronio e Dabo. In attacco il rientrante Cruz ha preso il posto dell’infortunato Floccari per affiancare l’argentino Zarate.

La gara
In Curva Nord va in scena una pacifica contestazione contro la gestione della società di Lotito e nei primi quindici minuti l’unico protagonista presente sugli spalti è uno striscione che recita: "15 minuti di silenzio per urlare il nostro dissenso. Società tecnico questo è quello che vi meritate". Nei minuti iniziali dell’incontro le due squadre appaiono quasi intimorite, ma al 17’ la Lazio passa in vantaggio: Baronio con un calcio da fermo serve in area di rigore Stendardo che, dalla breve distanza, di giustezza batte Sorrentino. Per i laziali è quasi una scossa che rinvigorisce i muscoli e la mente degli undici di Ballardini che si gettano in avanti alla ricerca del raddoppio; ci prova Zarate con una conclusione da 25 metri, ma la palla sfiora la traversa. Alla mezz’ora è ancora Baronio a servire Cruz in area di rigore, è pronto il tocco dell’ex interista per il capitano Siviglia che, da buona posizione, non trova l’impatto con la palla. Brividi finali per il pubblico laziale con Yepes che incorna di testa, ma Muslera ci mette una pezza e salva la Lazio. Immediata reazione della Lazio con Kolarov, ma la conclusione del terzino laziale sfiora il palo.

Nei minuti iniziali della ripresa la Lazio tenta il tutto per chiudere la gara, ma il forcing prodotto non riesce a scardinare l’attenta difesa scaligera. Ci prova Firmani con un fendente a sorprendere Sorrentino, ma la conclusione del centrocampista romano viene stoppata da Stendardo. Alla mezz’ora Pellisier vola in contropiede e con una conclusione tenta di superare Muslera, ma il portiere laziale devia in calcio d’angolo. Dall’azione successiva ancora il centravanti ospite sbuca tra un nugolo di difensori laziali e batte Muslera. La Lazio non riesce a reagire e anche l’immobile Ballardini che, dopo aver fatto scaldare per l’intera ripresa la coppia Rocchi-Foggia relegati in panchina, non muta l’assetto della sua formazione. La formazione biancoceleste con il passar dei minuti si spenge definitivamente tra i fischi del pubblico presente sugli spalti.

Dopo il novantesimo
Ai microfoni di Sky un impalpabile Ballardini commenta la gara: “E’ una classifica preoccupante, ma la Lazio ha i mezzi tecnici per risalire le posizioni ed uscire dalla zona retrocessione. Per 70 minuti la Lazio ha giocato un buon calcio contro una squadra difficile da affrontare, nei minuti finali della gara abbiamo sofferto i nostri avversari. La contestazione del pubblico? Dobbiamo pensare a far meglio e con maggior concentrazione, in futuro se meriteremo i loro applausi di certo ce li faranno, altrimenti no. Il mercato? Speriamo che qualcuno possa arrivare, abbiamo già individuato sia i ruoli che i giocatori da poter acquistare in questa sessione di mercato”. Visi lunghi all’uscita dalla zona mista, i giocatori della Lazio conquistano l’esterno dell’Olimpico; è il solo Dabo a commentare la gara: “Ancora una delusione in questo campionato, dobbiamo rialzare la testa e rimanere uniti per uscire da questo momento negativo. Non abbiamo mai rischiato contro il Chievo, ma i nostri avversari ci hanno condannato al pareggio. Domenica contro la Juventus dovremmo giocare alla morte per conquistare un risultato utile. Ora abbiamo bisogno – conclude il centrocampista francese – di un ambiente unito per poter uscire da questo momento negativo”.

Di Massimo Marciano

Fondatore e direttore di La Città Metropolitana. Giornalista professionista, youtuber, presidente e docente dell'Università Popolare dei Castelli Romani (Ente accreditato per la formazione professionale continua dei giornalisti), eletto più volte negli anni per rappresentare i colleghi in sindacato, Ordine e Istituto di previdenza dei giornalisti. Romano di nascita (nel 1963), ciociaro di origine, residente da sempre nei Castelli Romani, appassionato viaggiatore per città, borghi, colline, laghi, monti e mari d'Italia, attento osservatore del mondo (e, quando tempo e soldi lo permettono, anche turista). La passione per la scrittura è nata con i temi in classe al liceo e non riesce a distrarmi da questo mondo neanche una donna, tranne mia figlia.

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