Roma. mercoledì 21 dicembre 2011 – Uscirà dopo le feste natalizie The whole love, il nuovo disco dei Wilco, già considerato un successo dagli amanti del genere e degno erede del precedente album A gost is Born. Inizia con quest’album un nuovo capitolo per la band americana che inaugura la loro nuova casa discografica, la Btmp, dopo l’allontanamento dalla vecchia etichetta Naunchasen.  Sono da dimenticare i sound pop-rock e country che hanno fatto da timoniere ai brani delle loro passate produzioni. Quest’ottavo album li vede impegnati in nuove sperimentazioni musicali, un mix di generi che va dal sound più classico all’elettronica più moderna, confezionando un risultato perfetto, riscontrabile nella prima canzone del disco, “Art of almost”, brano registrato e confezionato al The Loft, studio di registrazione della band a Chicago. Jeff Tweedy, ritorna alle sue radici di compositore e, insieme a Patrick Sansone e Tom Shick, dà vita a dodici canzoni che dimostrano l’abilità musicale del gruppo nel cimentarsi tra sintetizzatori, tastiere, Mellotron, percussioni, violini e molto altro ancora.

Raro caso in cui i testi sono una parte centrale della riuscita di un album – per chi l’inglese non lo conosce è consigliato dedicare dieci minuti alla traduzione dei brani sui motori di ricerca di internet. Tweedy sfoga in quest’album un cinismo provocatorio ma brillante che, nel secondo brano dell’album “Might”, ricorda il genere della TV Eye degli Stooges. Inevitabili gli accostamenti alla band di Oxford, i Radiohead e al loro album Kid-A. Nella versione limited edition del cd sono state inserite altre quattro canzoni, l’ironica e beatleasiana “I love my Labe”, la country è più genere vecchio stile dei Wilco, “Message from mid-bar”, i sette minuti della strumentale e sperimentale “Speak into the rose”, simile alla geniale “Art of Almost” e infine una versione alternativa della sempre bellissima “Black Moon”. Il perché l’album, dopo diversi cambiamenti, sia stato intitolato in questo modo, Jeff Tweed lo spiega ai microfoni del Reelife’s Radio: “È quello che dice il detective quando ottiene una confessione completa: The Whole Love. A noi è piaciuto subito”. Una bella scommessa per la band di Chicago che potrà così cogliere l’occasione di togliersi lo scomodo appellativo di “dad-rock”, datogli dai media americani. Questo disco ha la potenzialità di diventare uno di quegli album loop, che non si finiscono mai di ascoltare. Per gli amanti del genere e per i curiosi delle sperimentazioni musicali è assolutamente da non perdere.

Poema Seris Leo

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