Roma, sabato 2 aprile 2011 – L’album di Rez è uscito da poco, ma sta prendendo piede, fuori e dentro la rete. Sarà per il suo aspetto bizzarro e canzonatorio di grande effetto, sarà per il suo precedente e fortunoso lancio al Maurizio Costanzo Show, o soprattutto per la sua tipologia di musica con amate sonorità anni Settanta e Ottanta, ma sta di fatto che Rez si sta collocando in prima fila tra i giovani talenti della scena musicale italiana. L’artista venticinquenne si presenta sul palco con calzamaglia attillata, stivaloni alti con la zeppa e lunga mantella di pelliccia fino ai piedi in stile Glam Rock. Una parrucca bionda a caschetto giganteggia su un paio di occhialoni a forma di stella cometa ornati di paillettes luminescenti, mentre l’artista ondeggia e gesticola sul palco con il fare di una femme fatale richiamando alla mente il grande chansonnier Renato Zero. Rossetto pronunciato su un volto truccato in stile carnevalesco creano un personaggio eccentrico a forte impatto visivo. Egli basa la sua performance sul contrasto tra un viso poco sorridente, gestualità caricata d’intensità drammatica ed una musica invece vivace ed accattivante. I testi dell’album d’esordio dell’artista torrese, denominato “Planetario”, sono intimi, l’artista parla di sé stesso e con fare ironico dice di perdersi tra i ricordi, di provare ad andare oltre le sue memorie per giungere al superamento del dolore dovuto alla difficoltà di affermare la sua normalità al di là della morale comune.

Le sue canzoni derivano da un mix tra Pop italiano e Rock inglese anni ’70, da cui spiccano anche sonorità futuristiche in stile Elettro Funk unite ad arrangiamenti Dance ed House anni ’80 e ’90. Un Sound elettronico con voce rielaborata a timbro metallico da Vocoder ci riporta indietro agli anni ’80 in cui furoreggiava uno spumeggiante Ivan Cattaneo. Il celebre artista infatti, da scopritore di talenti qual’è, non ha esitato ad affidare a Rez un suo brano inedito intitolato “Parlez moi d’amour” a base di suoni sintetici e veloci cambi di ritmo. Spesso la base ritmica delle canzoni di Rez è intervallata da fraseggi melodici di chitarra elettrica e da caratteristici suoni elettronici in stile House. Nel pezzo “Senza traccia”,  che riecheggia la Dance anni ’80, le parole sono un inno al superamento del dolore dovuto alla discriminazione sociale subita dal cantante nel corso della sua vita. Il cantante infatti in passato è stato vittima di episodi di persecuzione omofoba di natura verbale e fisica, a cui ha risposto schierandosi in qualità di attivista per l’affermazione dei diritti sociali di tutti. L’ex attore divenuto poi autore ed interprete di canzoni, nel 2002 si fece notare per aver avviato una vasta campagna a sostegno di Loredana Bertè, durante uno dei momenti più difficili dell’esistenza della celebre cantante, dovuto soprattutto alla perdita della sorella Mia Martini, avvenuta pochi anni prima. Egli e tanti altri estimatori intesero aiutare la Berté, che Rez al pari di Renato Zero considera sua progenitrice in campo artistico, a riprendere la sua carriera per tornare a calcare nuovamente il palcoscenico.

L’esordio in campo musicale di Rez ha luogo nel 2003, anno in cui il cantautore lancia il primo singolo ed inizia a delineare il suo personaggio all’insegna di una sfacciata ironia e del trasformismo eccentrico. Quattro anni dopo viene invitato al Maurizio Costanzo Show e da lì prende il via la sua carriera artistica in campo musicale. Emilio Rez è un artista con il gusto del paradossale che spazia tra parole, emozioni e generi differenti, alla ricerca della sua dimensione nel mondo. Il suo lungo percorso interiore prende avvio da un sogno di una decina di anni fa che gli preannuncia la sua carriera di artista. Si tratta di una tappa fondamentale della sua esistenza che lo condurrà a strutturare una forte motivazione per sfondare nel mondo dello spettacolo. Il pianeta in colore arancio acceso che affiora da un cosmo a tinte scure sulla copertina del suo album d’esordio “Planetario”, sembra quasi simboleggiare la vitalità dell’artista a dispetto del grigiore ordinario delle consuetudini del mondo. Si può criticare l’artista ma non l’uomo per le sue scelte personali, la performance musicale di Rez può piacere o non piacere, ma quello da cui non si può dissentire è la speranza di ritrovarsi in un mondo in cui vengano rispettati i diritti civili dei cittadini, in cui tutti possano avere pari dignità sociale senza distinzioni di sorta, e si potrebbe aggiungere, alla luce degli ultimi accadimenti, in cui tutti possano essere ritenuti uguali davanti alla legge.

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