A poche ore dal varo della Giunta, si pensa già ad un mini rimpasto. Tra i problemi il mancato rispetto degli accordi con l’Udc e l’esclusione di rappresentanti della Provincia di Frosinone. Il centrista Luciano Ciocchetti: “In Consiglio ci comporteremo con la stessa lealtà che ha avuto nei nostri confronti”

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, giovedì 29 aprile 2010 – A poche ore dall’insediamento della nuova Giunta regionale, nel Lazio è già polemica all’interno della coalizione di centrodestra. La nuova squadra di assessori non annovera al suo interno gli esponenti di Casini, che in polemica con la fermezza della nuova Presidente ha deciso per il momento di non entrare nel Governo, confermando però l’appoggio esterno. Nei fatti l’Udc farebbe passare solo quei provvedimenti inseriti nel programma elettorale e nient’altro. “Avremo come riferimento il programma: se si attua quello l’appoggeremo lealmente”, ha dichiarato in un’intervista a "Repubblica Roma" Luciano Ciocchetti, esponente dell’Udc. La frattura nasce dal mancato rispetto degli accordi elettorali. Per prima cosa la Polverini avrebbe escluso dalle deleghe lo stesso Ciocchetti, assessore all’epoca della Presidenza Storace, (“ma solo per 9 mesi”, precisa il parlamentare), per il divieto imposto a tutta la squadra dell’ex Governatore. Inoltre avrebbe violato il patto con il partito di Casini, cui sarebbero aspettati in caso  di vittoria la Vicepresidenza della Regione, andata a Isabella Rauti, moglie del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, e due assessorati di peso. L’offerta si è fermata “solo” a due assessorati per altro non graditi. L’intransigenza della Polverini, contro cui si sono scontrati gli esponenti dell’Unione di Centro, ha così portato all’annuncio dell’appoggio esterno in Consiglio Regionale. Se verrà confermato nel prossimo direttivo, il primo banco di prova della tenuta della Maggioranza potrebbe essere l’elezione del Presidente dell’Assise regionale, prevista per il 10 maggio.

Ma questa non è l’unica grana che, all’indomani dell’annuncio della formazione della Giunta Regionale, mette in crisi la stessa coalizione vincente. Altri fronti si sono aperti all’interno dello stesso Popolo della Libertà. Oltre alla guerra tra correnti che vede contrapposti i finiani agli esponenti vicini al Presidente del Consiglio, e che ha visto quest’ultimi per il momento prevalere, c’è anche la mancata rappresentanza in Giunta della Provincia di Frosinone, un territorio che ha contribuito alla vittoria finale. Il problema potrebbe essere superato con l’elezione di Mario Abruzzese, frusinate doc, come Presidente del Consiglio regionale, sempre che tale elezione non venga boicottata con una prima prova di forza, che vedrebbe uniti UDC, quanti nel PdL sono rimasti delusi dalle nomine e l’opposizione. Il nome che potrebbe calamitare questi voti è quello del centrista Rodolfo Gigli. Si potrebbe verificare una prima clamorosa sconfitta per Renata Polverini. Intanto, nella mattinata di oggi alla Pisana, sotto gli uffici della neo Governatrice, è andata in scena la protesta degli esponenti ciociari. Questo nuovo fronte, dopo quello con l’Udc, starebbe addirittura portando ad un mini rimpasto di Giunta. Un inizio di certo non promettente per la Polverini, che in campagna elettorale si è presentata agli elettori con il pasticcio delle liste escluse e adesso si presenta, per il mandato di Governo, con il pasticcio delle nomine. Meglio sarebbe stato attendere ancora  qualche giorno e varare una Giunta più equilibrata.

Il decisionismo e la fermezza, con cui Renata Polverini ha condotto le trattative, sta portando quindi ad un primo autogol politico. Ma il difficile potrebbe arrivare dal perdurare dei rapporti tesi con l’Udc, per il risicato vantaggio in Consiglio regionale. Bisogna capire a chi potrebbe portare più svantaggio se la situazione di stallo perdurasse. Le difficoltà a cui va incontro la Governatrice nella gestione della Pisana a breve e medio termine darebbe a Berlusconi l’opportunità di denunciare l’inaffidabilità del partito centrista di Casini nelle alleanze, screditandolo ancora di più agli occhi della Lega e degli italiani. Ma a perdere di credibilità è comunque l’intera coalizione di centro destra, le cui complicazioni, questo è chiaro, sono il frutto della spaccatura a livello nazionale tra i due cofondatori. Sarebbe troppo semplice derubricare le colpe alla sola opposizione "interna" di Fini e Casini le difficoltà del centro destra a Governare la Regione. Berlusconi ha le sue responsabilità: il decisionismo della Polverini, spinto quasi ai limiti della vendetta politica, sembra ricalcare quello del leader del PdL, sulle cui posizioni la neo Governatrice si è molto allineata. La Presidenza si apre con grande incertezza e rischia di incrinare rapporti che, per una durata quinquennale, dovrebbero essere più pacati e sereni.

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