A più di vent’anni di distanza da “L’altra Domenica”, il programma cult di Renzo Arbore, sono tornate le Sorelle Bandiera con lo spettacolo in prima nazionale “Volare”, Una pièce divertente e dissacrante che ha entusiasmato il pubblico

di Maria Cristina Mancini
redazione@lacittametropolitana.it

Spoleto, martedì 1 settembre 2009 – Sono passati vent’anni da quando apparvero nello spettacolo televisivo “L’altra Domenica”, ma quando il talento c’è non passa di moda e la bravura rimane. Le Sorelle Bandiera, per l’anagrafe Mauro Bronchi, Neil Hansen e Ronnie Van den Bergh, lo hanno dimostrato. Sono tornate in prima nazionale sul palcoscenico del Teatro Nuovo di Spoleto, sabato 29 agosto, con uno spettacolo esilarante che ha fatto letteralmente sbellicare dalle risate il pubblico in sala con tanto di applausi a ritmo di musica. Non hanno deluso, e chi si era approcciato scettico a “Volare”, spettacolo parodia di un’improbabile compagnia aerea Air Flag, ha dovuto ricredersi. Sessanta minuti di gag e canzoni che lasciano senza respiro. Siamo a teatro, sì, ma potremmo essere in volo. Un tragitto breve, quanto basta per andare da Roma a Milano. Il tempo è sospeso e il luogo pure. Infatti, il comandante (Graziano Sirci) perugino d.o.c con un vistoso accento anglosassone, avverte: allacciate le cinture e affidatevi alle cure delle nostre bellissime hostess. Musica in stereofonia e film cult? Macché. Intrattenimento rigorosamente dal vivo. Le tre scatenate assistenti dell’Air Flag agghindate da sfavillanti costumi e biondissime parrucche cominciano lo show senza tradire le origini italiane. Un cenno a Domenico Modugno, qualche canzone romana e napoletana, un excursus in Spagna, terra di flamenco e il memorabile balletto “Il lago dei cigni”. Le immagini video di Luca Valentino Paluello contribuiscono a rendere lo spettacolo, a tratti, perfino commuovente nel ricordo di Marilyn Monroe, per esempio. Quei sorrisi e ammiccamenti impressi nella memoria di tutti, ma poche volte visti così distintamente. Si poteva chiudere senza “Fatti più in là”? Certo che no. Il pubblico è andato in visibilio e l’autore Renzo Arbore, presente in sala, è apparso compiaciuto. A ragione perché lo spettacolo ha più di un merito: è magistralmente architettato, coreograficamente perfetto e mai volgare. Ottime anche le scelte musicali. Insomma, uno spettacolo che funziona e adatto a tutti. Segno che, chi fa teatro, quando lo sa fare bene, sa farlo sempre!

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