Roma, martedì 23 novembre 2010 – Il Lago dei Cigni di Tchaikovsky è una delle opere classiche più amate in tutto il mondo e forse la più conosciuta anche dai non appassionati di danza. Ma di tutte le opere teatrali è sicuramente quella che nel tempo è stata rielaborata e reinterpretata in modi differenti.  L’ultima quella di Matthew Bourne, “Swan Lake”. Considerato il coreografo più innovativo e di maggior successo in Inghilterra e a livello internazionale, Matthew Bourne, pur mantenendo inalterati due degli elementi che hanno reso quest’opera immortale, come le magnifica partitura e la storia della ricerca costante e struggente di un ideale irraggiungibile, ha sconvolto la tradizione del balletto classico rivisitando il Lago dei Cigni in modo assolutamente originale, ironico e intelligentemente trasgressivo, creando un capolavoro teatrale capace di travolgere ed emozionare il suo pubblico. Ha trasformato una delle opere e delle storie più amate in una favola moderna, portando così una ventata d’aria fresca nel mondo della danza. La sua originalità sta nell’audacia con cui è stata rielaborata l’opera che la contraddistingue dal resto dei balletti. Infatti, la scelta più peculiare di Bourne è stata quella di voler sostituire il corpo di ballo femminile con un ensemble tutto maschile, affidando ad un uomo anche il ruolo del Cigno protagonista della storia. “La forza, la bellezza, l’ampiezza dell’apertura alare di queste creature- afferma Bourne – mi suggerisce e evoca più facilmente la muscolatura di un danzatore più che una ballerina con un tutù bianco.”  Arrivato in Italia per volontà di MAS – Music, Arts & Show- Swan Lake vanta oltre 30 importanti premi internazionali.  La filosofia di MAS è da sempre quella di investire in progetti di qualità per portare la grande danza in Italia, con l’obiettivo di farla conoscere ed avvicinarla ad un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. E Swan Lake per questo proposito è l’opera più giusta.

Infatti, grazie alle sue creazioni all’avanguardia, in Inghilterra Bourne ha avuto la capacità e il grande merito di conquistare un nuovo e vastissimo pubblico per la danza. L’innovativo adattamento di Swan Lake è proprio concepito per parlare a un pubblico moderno, per riuscire ad appassionarlo ed emozionarlo. Il suo successo, subito dopo il suo debutto, nel 1995, è stato immediato e tale che il balletto vanta persino una prestigiosa citazione cinematografica nella scena conclusiva di “Billy Elliot”. Il film termina con l’entrata in scena di Billy nel Lago dei cigni di Bourne. Billy, ormai adulto e all’apice della sua carriera, è interpretato da Adam Cooper, ex danzatore del Royal Ballet e primo ballerino ad aver ballato in Swan Lake. La tournee italiana parte dal Teatro degli Arcimboldi di Milano, in scena fino al 28 novembre, proseguirà poi a Trieste dove sarà di scena dall’1 al 5 dicembre al Politeama Rossetti e giungerà infine a Firenze al Teatro Verdi dall’8 al 12 dicembre. Tre occasioni, quindi, per apprezzare uno spettacolo che ha fatto il giro del mondo, ma che purtroppo ha finora trovato poco spazio nei cartelloni italiani.

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