La Vecchia Signora, bloccata a Verona da un ottimo Chievo, scivola al quarto posto alle spalle di Lazio e Napoli. I bianconeri non sfruttano la sconfitta interna del Milan e rosicchiano solo un punto alla capolista. Si riprende il 6 gennaio, dopo la lunga pausa natalizia, contro il Parma, in attesa della supersfida con il Napoli al San Paolo che chiude il girone d’andata

di Massimiliano Bianconcini
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Roma – La Juventus perde un’ottima occasione per avvicinarsi alla capolista Milan. A Verona, su di un campo difficile e dal manto poco praticabile, il Chievo agguanta il pareggio in pieno recupero, infrangendo i sogni bianconeri di avvicinarsi alla squadra di Allegri e di conservare il 2° posto. I torinesi scivolano al 4°, dietro Lazio e Napoli, che insidiano i rossoneri a soli tre punti. Delneri deve fare a meno di Marchisio (infortunato) e Melo (squalificato) e schiera una squadra con due giovanissimi. Sorensen in difesa e Giandonato, preferito a Sissoko a centrocampo, ad affiancare Aquilani, che appare ispirato e in recupero, nonostante il campo sia poco propenso a facilitare le giocate di qualità. Attacco obbligato con Quagliarella e Iaquinta, dopo il forfait di Del Piero per affaticamento muscolare. I bianconeri però devono fare i conti con una squadra ben messa in campo, che nelle ultime tre partite ha collezionato un solo punto, due sconfitte e un pareggio (contro la Roma), e che è per questo affamata di vittoria. Se il tecnico gialloblu Pioli aveva chiesto ai suoi di reagire al periodo poco brillante, l’ultima vittoria risale alla partita contro l’Inter di Benitez, la squadra dimostra di aver metabolizzato le indicazioni e si presenta molto reattiva. Le giocate sulle fasce e gli affondi tra le linee vengono però ben tamponate dai bianconeri, che nelle ripartenze sono pericolosi. Pepe e Krasic spingono sugli esterni, mente in mezzo gioca con maturità Giandonato, anche se si limita ai compiti affidati dal tecnico. Al 15’ è il Chievo a mancare la grande occasione. Fallo in are di Chiellini (solo ammonito) su Moscardelli e rigore di Marcolini, parato da Storari che intuisce la direzione. Una doccia fredda per i padroni di casa che smarriscono la concentrazione e subiscono il buon gioco della Juventus, anche se il campo pesante, nonostante i cannoni di aria calda abbiano cercato di preservare il fondo per la gara, non consente la solita circolazione di palla bianconera. Alla mezzora arriva il gol juventino. Poco prima il giovane Sorensen aveva centrato il palo. Nell’azione successiva un’acrobazia di Iaquinta metteva in condizione Quagliarella di segnare in rovesciata il suo 9° gol stagionale. Tre minuti dopo la Juve avrebbe potuto raddoppiare con Pepe, il cui tiro si frange sul corpo del portiere Sorrentino.

La Juventus apre la ripresa con la solita pressione sulle fasce e la difesa alta, ma al 7’ un contropiede velocissimo costringe Giandonato al fallo da ultimo uomo su Constant e viene espulso. Si profila una partita diversa, perché se in parità numerica la Juve era temibile, sotto di un uomo deve arretrare. Il Chievo al contrario cresce di intensità e sposta il baricentro nella metà campo avversaria. Ottimi nella ripresa Constant e Guana a centrocampo. Sull’altro fronte è da sottolineare il gran lavoro di ripiegamento di Iaquinta e Krasic, spostato più al centro dopo l’uscita di Quagliarella. Eppure nonostante la pressione gialloblu è la Juventus ad avere le occasioni migliori per il raddoppio. In contropiede, prima Krasic si libera del marcatore e appoggia al centro per Iaquinta, che tira contro Sorrentino, poi sempre il serbo ruba palla a centrocampo e scappa in progressione per circa 60 m, superando due difensori e in uscita anche Squizzi, che aveva rilevato Sorrentino per infortunio. Il tiro a porta vuota sbatte sulla traversa e va fuori. Un eccesso di egoismo dell’ala bianconera, che avrebbe potuto servire il Iaquinta solo in mezzo all’area e che la Juve pagherà con il pareggio. Infatti dopo questa azione i bianconeri, presaghi del rischio di subire un gol, si chiudono in difesa. Si esaltano Chiellini, Bonucci e Grosso, ma in due occasioni il Chievo si presenta davanti a Storari. Per fortuna Moscardelli e Pellissier sporcano il tiro finale. Delneri rinforza centrocampo e difesa con Legrottaglie per Krasic e Traoré per Pepe. È l’ammissione di una resa. Il tentativo di portare a casa i tre punti. In pieno recupero arriva il gol di Pellissier, che scappa via al giovane Sorensen per andare a raccogliere il cross di Moscardelli, prolungato da Granoche in area. Il tiro dell’attaccante valdostano è micidiale e spiazza Storari. Il pareggio è giusto per quanto visto in campo nella ripresa, visto che entrambe le squadre non hanno demeritato. Il solo rammarico per Delneri è di essere rimasto in dieci per tutta la ripresa. A parità di uomini la Juve sarebbe uscita da Verona con la terza vittoria consecutiva. Per il Chievo il punto raccolto alla fine fa senz’altro morale, ma non migliora di molto la classifica. Per fortuna per loro che Brescia e Cagliari hanno perso, mentre Bologna e Parma si sono annullate a vicenda.

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