L’atteso debutto della “Carmen” di Bizet rivista da Emma Dante  ha dato il via ieri alla nuova stagione lirica della Scala. Un debutto però tra tanti fischi e qualche applauso

 

di Antonella Furci
Milano, martedì 8 dicembre 2009 – Un minuto di silenzio dedicato ai lavoratori colpiti dalla crisi e in ricordo delle difficoltà che vivono i teatri italiani ha preceduto l’inizio della prima della Carmen che ha inaugurato la stagione lirica del teatro alla Scala. Anche se a pochi passi dal teatro, lavoratori di diverse aziende in stato di crisi, tra cui anche dipendenti del teatro con striscioni come "Basta tagli alla cultura", hanno manifestato per ore davanti al teatro contestando i passanti che si dirigevano verso l’ingresso del teatro, nonostante la nota dominante di quest’anno sia stata la sobrietà. La maggior parte degli ospiti, infatti, non ha voluto strafare con pellicce e gioielli e la tradizionale cena di gala è stata sostituita da un buffet in piedi nei ridotti del teatro addobbato come ogni anno di rose e lilium. Ma le contestazioni non sono mancate neppure all’interno del teatro, quando per i saluti si è presentata Emma Dante una delle registe più provocatorie del teatro di prosa, alla sua prima regia lirica. La sua Carmen non è piaciuta molto al pubblico scaligero che evidentemente non ha gradito o forse colto al meglio le novità aggiunte dalla regista palermitana che, come lei stessa anticipò in una intervista a “Classic Voice”, ha voluto una Carmen siciliana e violenta. L’opera in quattro atti di Georges Bizet viene riletta con una trasposizione lontana da immagini stereotipate, fortemente influenzata dalla realtà siciliana e dal vissuto dell’autrice con una visione dominata dalla violenza e da un mondo femminile atroce  in cui forte è il senso di libertà che allontana la “nuova” Carmen da quella più tradizionale spiccatamente ammiccante. In scena sono stati inseriti anche figure non previste dal libretto, che accompagnano i personaggi principali come proiezioni oniriche. E’ stata cambiata anche l’ambientazione: non la Spagna, ma un mix di luoghi diversi, collegabili agli scenari del Sud. 

Una produzione dunque completamente nuova e ricca che ha visto al suo primo debutto la giovanissima Anita Rachvelishvili, applauditissima, allieva dell’Accademia del Teatro, al suo primo ruolo da protagonista. Ad affiancarla due giovani ma già affermati cantanti del calibro di Jonas Kaufman (Don José) ed Erwin Schrott (Escamillo). Grande successo, con 14 minuti di applausi, anche per la maestria nella conduzione musicale di Daniel Barenboim, tornato a dirigere la storica Prima di Sant’Ambrogio, dopo l’indimenticabile Tristano wagneriano del 2007. Nel magnifico palco reale assistevano allo spettacolo il presidente Giorgio Napolitano con la moglie Clio, il sindaco Letizia Moratti, il presidente del Senegal Abdoulaye Wade, il presidente del Gabon H.E. Alì Ben Bongo. Tra le tante novità ci sono state le dirette televisive previste in Europa (Francia, Germania, Belgio) e nelle sale cinematografiche digitali di Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Spagna e Australia. In Italia, invece, la diretta è stata proposta da “Classica Channel”, in 14 sale multiplex del nuovo circuito The Space e nelle oltre 70 sale cinematografiche digitali di Microcinema.

Di a.furci

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