Il film storico-drammatico di Marco Bellocchio oggi in proiezione alla facoltà di Lettere di Tor Vergata; a seguire dibattito con il regista Bellocchio e la sceneggiatrice Francesca Calvelli

di Lilly Amato
lamato@lacittametropolitana.it

Roma, martedì 16 marzo 2010 – Il CineSocialClub, evento curato da Silvia Cantarini con la collaborazione di Antonio Valerio Spera, continua la sua programmazione alla Facoltà di Lettere di Tor Vergata. Organizzato dal Dipartimento di Spettacolo, è un cineforum che offre una valida occasione di confronto su tematiche sociali di rilievo. Oltre a proiezioni di film italiani che pongono l’accento su argomenti concreti, il CineSocialClub propone dibattiti tra studenti, docenti, artisti e figure della cultura. Oggi è il turno del film Vincere, per la regia di Marco Bellocchio, con Filippo Timi nel ruolo di Mussolini e Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Ida Dalser, proiettato presso l’Aula Moscati della Facoltà di Lettere di Tor Vergata. A seguire, moderato dai professori Giovanni Spagnoletti, docente di Storia e Critica del Cinema, e Francesco Piva, docente di Storia Contemporanea, il dibattito con il regista Bellocchio e la sceneggiatrice Francesca Calvelli. Prossimo ospite del CinesocialClub, il 7 aprile, Carlo Verdone.

In Vincere, si racconta la tragica storia, poco nota, di Ida Dalser e del figlio che ebbe da Benito Mussolini. Quest’ultimo era alla direzione dell’Avanti quando incontrò la Dalser a Milano. Antimonarchico e anticlericale, Mussolini era un ardente agitatore socialista impegnato a guidare le folle verso un futuro di emancipazione sociale. Ma Ida lo aveva già fuggevolmente incontrato a Trento e ne era rimasta folgorata, credendo fortemente nelle sue idee: Mussolini era il suo eroe. Per lui, per finanziare la fondazione del Popolo d’Italia, il giornale che diventerà il nucleo del futuro Partito Fascista, vende tutto: appartamento, salone di bellezza, mobilio, gioielli. Allo scoppio della guerra Benito Mussolini si arruola, scomparendo dalla vita della donna. Ida lo rivedrà in un ospedale militare, immobilizzato e accudito da Rachele, appena sposata con rito civile.

Furente, si scaglia contro la rivale rivendicando di essere lei la vera moglie, di avergli dato un figlio, ma viene allontanata a forza. Da qui inizia il tragico incubo. Ida è una donna dalle reazioni esplosive, incapace di accettare compromessi. Disconosciuta, sorvegliata, pedinata, non si arrende, protestando la sua verità, scrivendo lettere alle autorità, ai giornali, al Papa. Rinchiusa in manicomio lei, in un istituto il bambino, per oltre undici anni, tra torture e costrizioni fisiche, non ne uscirà mai più e mai più rivedrà suo figlio, a cui toccherà la stessa disperata sorte di esistenza cancellata. Ida Irene Dalser, morta nel 1937 a 57 anni, fu una delle compagne di Benito Mussolini. Dalla loro relazione nacque l’11 novembre 1915 Benito Albino Mussolini, che venne educato in un collegio dei Barnabiti e poi arruolato in marina, sempre sotto la stretta sorveglianza della polizia politica. Internato nel manicomio di Milano Mombello, vi morì il 26 agosto 1942, a soli 26 anni.

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