Prosegue con il concerto nella capitale il fortunato tour LLR20 (09) col quale la rock star americana festeggia con i suoi amati fan i  20 anni della sua carriera e di grandi successi


 

di Antonella Furci
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Roma, lunedì 27 luglio – Dopo aver annullato il concerto del 5 giugno a causa di una forte laringite, Lenny Kravitz non manca di parola e finalmente, dopo tanta attesa, domenica 26 ha dato vita ad una perfetta ed emozionante esibizione al Palalottomatica di Roma. Già l’anno scorso l’uscita del suo ultimo album It’s time for a love revolution definita dalla prestigiosa rivista Rolling Stone “il miglior album che Lenny Kravitz abbia mai fatto”,  lo aveva portato in Italia e in giro per il mondo. Quest’anno per festeggiare i suoi vent’anni di carriera lo ritroviamo con il suo  LLR 20(09) Tour di 53 concerti in Europa, di cui cinque in Italia, i prossimi a Cattolica e a Udine. Venti anni di grandi successi cominciati nel 1989 con l’uscita deflagrante di “Let Love Rule”, un album ricco di influenze funky e soul, tuttavia spiccatamente rock, che fin dal primo singolo Mr Cab Driver annunciava la nascita di una star che avrebbe dominato le classifiche nel decennio successivo e in quelli a seguire. Nove album, tutti certificati multiplatino, vengono racchiuse per l’occasione nell’edizione speciale del suo primo album rielaborato in "Let Love Rule 20th Anniversary Edition" ricco di inediti e curiosità. Lenny Kravitz è riconosciuto come uno degli artisti tra i miglior interpreti del rock contaminato dalla musica black, un performer fra i più sinceri, che sul palco dà il meglio di se, accompagnato da musicisti sempre di ottimo livello.

E questo lo si è potuto vedere ieri sera dove energia ed emozioni non sono mancate di certo. Un Lenny in ottima forma entra con un quarto d’ora di ritardo ma subito Bring it on fa esultare tutto il palazzetto, continuando a farlo per le 2 ore di concerto spaziando nei suoi grandi successi da Dig In, It Ain’t Over Til It’s Over alla religiosa Belive, dalla romanticissima I’ll Be Waiting alla sensualissima Dancin til Dawn. Poi giù dal palco a scattare foto ai fan che metterà su Face book e Twitter, un tributo a Michael Jackson, e poi di nuovo a concludere con un pubblico ormai in delirio con i brani più rock Fly Away, Always on the run, American Woman,  l’attesissimo Let Love Rule e a salutare i fan con l’immancabile Are you gonna go my way. Il suo eclettismo, dovutogli dalle influenze rock e funky anni ’60 e ’70, e le sue doti vocali e musicali, tra i pochi artisti polistrumentisti al mondo, lo hanno reso unico nel suo genere considerato tale anche dai suoi stessi colleghi che negli anni si sono avvalsi della sua collaborazione come compositore, musicista e produttore, fra i tanti Madonna, Jay Z, Aerosmith e Alicia Keys. Quella di ieri è stata insomma una serata celebrativa, quasi un viaggio a ritroso nella carriera di un musicista che ha segnato e segna in maniera forte la musica degli anni ’90 e quella di oggi.

Di a.furci

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