Nella Città del Giglio il cioccolato “è sceso in piazza”. Artigiani del mestiere hanno raccontato con creazioni raffinate la storia tradizionale del puro fondente, in perfetta simbiosi con arte, cultura e cucina

di Barbara Santamato
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Firenze, domenica 25 gennaio 2009 – Il cioccolato è l’antidoto della tristezza, porta il buonumore e fa bene anche alla salute. E ritempra. Infatti, come scriveva il grande Johann Wolfang Goethe: “Chiunque abbia bevuto una tazza di cioccolato resiste a una giornata di viaggio”. A Firenze, dal 22 al 25 gennaio 2009, nell’attesa di Eurochocolate (la grande Festa di Perugia), si è svolta la “Fiera del Cioccolato”. Tra gli espositori c’è stata soprattutto la presenza degli artigiani, maestri del mestiere e non delle industrie. Il cioccolato presentato è stato quello puro e genuino dei cioccolatieri della Toscana e dell’Italia, che hanno fatto apprezzare la nostra ricca e sontuosa tradizione, la lavorazione manuale ed il gusto delicato del vero aroma.

Ci si è mossi tra assaggi e profumi a base di cioccolato ed eventi culturali e culinari, esaltando soprattutto ciò che è naturale e bio, sorseggiando essenze naturali di birra o vino, the o liquore al cioccolato. Una sequenza di cene, incontri, conferenze e workshop, favoriti da un clima umido e piovoso, che ha permesso di apprezzare il lavoro artigianale dei maestri cioccolatieri. Ma la fiera è stata anche l’occasione per apprezzare le nuove tecnologie al servizio della cultura enogastronomica. Come, ad esempio, “DiWine”, una macchina ideata e realizzata dalla azienda toscana Egraf srl., che consente di conservare il vino in bottiglia fino ad un mese dalla sua apertura, grazie all’azoto e alla sua proprietà di mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche del vino.

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