Divieto di bere prima dei 16 anni, vigilantes, telecamere, ma anche una convenzione sul trasporto pubblico. Fanno discutere le norme introdotte dall’Amministrazione capitolina

 

di Samyra Musleh
redazione@lacittametropolitana.it

Roma, giovedì 2 luglio 2009 – Ore due del mattino quartiere San Lorenzo. Le saracinesche dei bar e dei locali sono quasi tutte abbassate. Qualche commerciante sta in vedetta e vende le ultime vivande controllando che non passi una volante della polizia Municipale. I movimenti sono cauti, il fare guardingo. Le normative sulla distribuzione di alcolici sono state varate quattro giorni fa, in un protocollo siglato tra il presidente della Confesercenti Roma, Walter Giammaria, dal presidente della Silb Confcommercio e dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. I locali più “virtuosi” d’ora in poi potranno avere una proroga sulla somministrazione degli alcolici fino alle ore 5:00, ma anch’essi dovranno essere monitorati da una commissione che conferirà loro dei marchi di qualità per mezzo delle cosiddette “patenti a punti”. La somministrazione delle bevande alcoliche sarà vietata ai minori di 16 anni e i barman nei locali potranno lavorare solo se avranno raggiunto la maggiore età.

Per quanto riguarda la sicurezza notturna, sono stati firmati anche degli accordi con le società dei trasporti pubblici, al fine di attuare delle convenzioni che aumentino il flusso di autobus per le linee in prossimità dei locali romani ed è stato promosso un servizio di vigilantes presso le discoteche più frequentate della capitale. Si lamentano alcuni commercianti di Trastevere e San Lorenzo, come Gino Gualtieri, titolare di uno dei bar più frequentati dagli universitari in via Tiburtina: “Le proroghe verranno attribuite solo a quei locali con uno specifico target di gente ed un fatturato notevole, non saranno presi in considerazioni i piccoli pub di quartiere, che contano molto sulla movida romana e sul turismo che si concentra soprattutto in tarda serata”.

Sembra così che le nuove prese di posizione del Comune vengano messe in discussione dall’opinione pubblica che vede i vigilantes come le “nuove ronde” sul controllo commerciale. Gli incassi dei locali, così si dimezzano e molti sono costretti a far salire i propri prezzi ritenendo queste politiche inadatte in un periodo di crisi come questo. D’altra parte, però, l’inquinamento acustico in quartieri come Ostiense e Testaccio mette a dura prova la sopportazione dei cittadini che effettuano reclami quotidiani e firmano petizioni. La Capitale dunque resta divisa, anche se appare un fronte unitario quello dei giovani romani scossi dalle dichiarazioni del delegato del sindaco al centro storico, Dino Gasperini, che promette di sviluppare questa linea di controllo pubblico con l’istallazione di telecamere a circuito chiuso dentro e fuori le discoteche, anzitutto a Testaccio e poi in altre zone che andranno valutate. 

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