Al Piccolo Teatro Campo d’Arte, l’Associazione Culturale Enter presenta, il 26 marzo, Luca Milesi nello spettacolo scritto e diretto da Biagio Proietti

di Lilly Amato
lamato@lacittametropolitana.it

Roma, sabato 21 marzo 2009 – Debutta giovedì 26 marzo al Piccolo Teatro Campo d’Arte, L’ultimo incubo di Edgar Allan Poe. Lo spettacolo, che andrà in scena fino a domenica 29, è di Biagio Proietti, da anni affermato autore, scrittore e regista, considerato uno dei maestri del giallo. Paura, segreti, terrore: evoca questo il nome di Edgar Allan Poe. Le sue opere e la sua vita sono interamente avvolte dal mistero, così come la sua morte. La sua esistenza, breve ma travolgente, termina alle cinque del mattino del 7 ottobre 1849, nell’ospedale di Baltimora, dopo un lungo delirio, interrotto da brevi intervalli di relativa lucidità. Poe fu trovato per strada, con vestiti non suoi. L’ultimo incubo di Edgar Allan Poe proietta il pubblico in quella "fetida stanza" di ospedale, per rivivere l’ultima notte del poeta, interpretato dall’attore Luca Milesi.

Una notte piena di rimpianti e d’incubi, popolata dai fantasmi della vita e da quelli creati dalla mente, in un flusso continuo ed angoscioso che lo porta al delirio, fisico e mentale. Edgar Allan Poe cerca di resistere all’avanzata della morte, contrapponendole la vitalità dei personaggi da lui stesso creati, talmente scolpiti da sembrare vivi, talmente forti da essere gli unici amici, i soli compagni in una notte che sembra non finire mai. Come la lama del pendolo, inevitabilmente la morte lo colpisce, precipitandolo nel pozzo e spegnendo la sua vita. Al termine della notte, con l’alba di un nuovo giorno, Poe rinasce in noi e per noi. Rinasce con le sue creature mostruose e dolcissime, con la sua angoscia ed il suo delirio, con la sua capacità di portarci fino all’orlo dell’abisso dove desideriamo cadere, incapaci di resistere, attratti dal demone della perversità.

Lui è lì ad attenderci, giù nel vortice, dove ci piace precipitare, è salito sul vascello fantasma per condurci là dove la sua fantasia senza fine può trascinarci. Con la partecipazione di Maria Concetta Liotta nel ruolo di Morella e le musiche di Fabio Bianchini, il Campo d’Arte si tinge di un giallo introspettivo, quale rimane la scomparsa, dopo 40 anni di vita, di Edgar Allan Poe. In una lettera dell’11 settembre 1835 scritta a Kennedy, uno dei suoi ammiratori, si legge: "Sono in uno stato depressivo spirituale mai fino ad ora avvertito. Mi sforzo invano sotto questa malinconia e credetemi quando Vi dico che malgrado il miglioramento della mia condizione, mi vedo sempre miserabile. Consolatemi Voi che lo potete e abbiate di me pietà perché io soffro in questa depressione di spirito che, se prolungata, mi rovinerà…".

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