Dal 5 all’8 febbraio va in scena il toccante spettacolo prodotto da Anà-Thema Teatro, Compagnia Teatro d’Arte di Udine

di Lilly Amato
lamato@lacittametropolitana.it

Roma, giovedì 05 febbraio 2009 – Debutta questa sera al Piccolo Teatro Campo d’Arte "Elephant Underground, diario di Joseph Carey Merrick", scritto e interpretato da Luca Ferri. La rappresentazione affronta il delicato e sempre attuale tema della diversità che causa timore, sospetto, paura e angoscia, ma che, al contempo, incuriosisce e attrae. Il protagonista è emarginato dalla società al punto da essergli negata la condizione di essere umano. Il diverso, come tristemente accade, è allontanato, dimenticato e nascosto. Così, sullo sfondo suggestivo di una ideale città sotterranea, ciascun essere che è isolato reinventa la sua cellula vitale.

Un’accurata operazione drammaturgica di ricerca ha permesso di riscrivere la vicenda di Elephant man sotto forma di monologo. Ulteriori contaminazioni provengono da consultazioni di drammaturgie contemporanee e classiche, come il Prometeo di Eschilo. L’"uomo elefante" è Joseph Carey Merrick, in bilico tra la vita e la morte, tra il sogno e la realtà, tra un corpo turpe e un animo meraviglioso ed eccezionale. Joseph deve fare i conti con le contraddizioni della mente umana. Il suo intenso cammino verso il riconoscimento della dignità è lento e difficile, pieno di ostacoli, per la mostruosità del suo corpo. Ma la sua sensibilità è unica e straordinaria. La malattia che lo affligge lo pone ai margini della società che lo disprezza e in cui trova posto soltanto come fenomeno da baraccone, appunto "uomo elefante". Grazie al suo spirito guida, il dottor Frederick Treves, e al ricordo della madre e alla fede in Dio, riesce ad elevarsi verso quel grado della società che è la superficie, che tanto lo isola, ma per cui egli spasima ugualmente.

La commovente testardaggine di conquistare un’irraggiungibile "normalità" lo porterà a morire. Una sera si corica per dormire come fanno tutti gli uomini, ben sapendo che la pesante testa gli bloccherà la trachea. In una società che si erge a tribunale che detta le regole per ogni persona, chi è diverso ed esula dagli schemi è condannato a morte. Finale toccante con Luca Ferri e Luigi Rizzo che si alterneranno nel ruolo del protagonista. Evidente il richiamo alla letteratura gotica, in cui i mostri risentono del romanticismo del secolo, diventando eroi sì brutti, ma sempre eroi. Il conflitto con sé stessi li rende, infatti, eroi più di altri. "Elephant Underground" è uno spettacolo che fa riflettere anche sull’individuo solo e sulla forza della speranza e dei sogni.

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