Uno dei premi speciali del prestigioso UBU è stato assegnato alla compagnia toscana per la vivace rappresentazione "Sandokan o la fine dell’avventura"

di Lilly Amato
lamato@lacittametropolitana.it

Pisa, mercoledì 28 gennaio 2009 – Si è svolta lunedì sera a Milano la cerimonia dei Premi Ubu presentata da Mario Perrotta, candidato con esito negativo come miglior attore. Il premio Ubu, il cui nome si riferisce all’opera teatrale "Ubu roi" del drammaturgo francese Alfred Jarry, è il più importante premio teatrale in Italia. Da trent’anni segnala gli avvenimenti fondamentali dello spettacolo del genere. Fondato nel ’79 dal critico, saggista e traduttore Franco Quadri, si occupava agli esordi anche di cinema e lirica, con la coordinazione di Gianni Buttafava, amato personaggio del giornalismo culturale, prematuramente scomparso nel ’90.

La serata Ubu è anche il momento della presentazione del Patalogo, rivista-annuario che contribuisce a rendere il Premio unico nel suo genere e dedicata in quest’edizione alla "Nueva Hispanidad", ovvero all’exploit del teatro iberico, centro e sudamericano. Il premio, alla sua trentunesima edizione, è andato per il miglior spettacolo dell’anno alla "Trilogia della villeggiatura" di Carlo Goldoni, diretto da Toni Servillo. Premio per la miglior regia a Massimiliano Civica per l’originale "Mercante di Venezia" di William Shakespeare. Mascia Musy (Anna Karenina) e Alessandro Bergonzoni (Nel) i migliori interpreti. Primo premio speciale è andato alla manifestazione "Drodesera Fies", del festival trentino delle centrali Enel.

E alla compagnia pisana I Sacchi di sabbia è stato attribuito il riconoscimento per un’attività caratterizzata dalla "vivacità di una scrittura condotta con freschezza creativa e irridente, giunta con Sandokan o la fine dell’avventura a un nuovo capitolo di una ricerca sincera, lunga e appassionata". Sandokan o la fine dell’avventura è tratto da "Le tigri di Mompracem" di Emilio Salgari. La scena in cui il protagonista taglia la pancia alla tigre di fronte alla Perla di Labuan non si dimentica. Il maestro Emilio Salgari scrisse uno dei più bei romanzi degli ultimi tempi. E i Sacchi di sabbia hanno voluto dar vita ad uno spettacolo di grande ironia: attorno al tavolo di una cucina, si raccolgono i quattro personaggi che rivivono le gesta del pirata malese.

Gli ortaggi si trasformano in soldatini, foreste, sangue, bombe; i cucchiai di legno in spade e altro ancora. Giovanni Guerrieri è un Sandokan donchisciottesco; Giulia Gallo una perla di Labuan nevrotica, Gabriele Carli e Enzo Illiano gli altri vari personaggi. Lo spettacolo sarà replicato a partire dal 6 febbraio e fino a giugno, in diverse sedi, tra cui Prato, Brescia, Torino e Milano. Infine, la compagnia di teatro astratto Pathosformel ha vinto per la sua teatralità "visionaria, frammentata, decostruita, di grande fascino, entrata in modo dirompente nella scena nazionale e internazionale, realizzando un significativo intreccio tra arte concettuale e teatro".

Link correlati: www.sacchidisabbia.com

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